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Proverbi che iniziano con “Chi”: i 200 più belli e famosi

Con questa raccolta di aforismi scopriamo insieme i più famosi proverbi che iniziano con Chi. Proverbi divertenti, ironici, ma a loro modo saggi, come tutte quelle piccole perle di saggezza che derivano dalla tradizione popolare. I proverbi sono sempre in grado di insegnarci qualcosa, basta solo leggerli o ascoltarli nel verso giusto.

Per questa raccolta di aforismi abbiamo selezionato i più bei proverbi che iniziano con “chi”. Proverbi sull’amicizia, i cambiamenti, il perdono, le bugie e le occasioni. Proverbi da condividere con amici e parenti per dare una svolta ad una serata in compagnia, o da leggere per piacere personale. Ecco 200 proverbi che iniziano con Chi:

Proverbi che iniziano con Chi

Chi vive sei giorni nell’oasi, il settimo anela il deserto.

Chi vanta se stesso e abbassa gli altri, gli altri abbasseranno lui.

Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare.

Chi va all’acqua d’agosto, non beve o non vuol bere il mosto.

Chi va a Roma perde la poltrona.

Chi trova un amico trova un tesoro.

Chi troppo vuole nulla stringe.

Chi tardi arriva male alloggia.

Chi tanto e chi niente.

Chi tace davanti alla forza, perde il suo diritto.

Chi tace acconsente.

Chi sta tra due selle si trova col culo in terra.

Chi siede in basso, siede bene.

Chi non fu buon soldato, non sarà buon capitano.

Chi non ha fede, non ne può dare.

Chi non ha il gatto mantiene i topi e chi ce l’ha li mantiene tutti e due.

Chi non ha imparato a ubbidire, non saprà mai comandare.

Chi non ha testa abbia gambe.

Chi non lavora non mangia.

Chi non mangia ha già mangiato.

Chi non muore si rivede.

Chi non naufragò in mare, può naufragare in porto.

Chi non può bastonare il cavallo, bastona la sella.

Chi non risica, non rosica.

Chi non sa adulare non sa regnare.

Chi non sa fare non sa comandare.

Chi non sa leggere la sua scrittura è asino di natura.

Chi non sa niente non è buono a niente.

Chi non sa tacere non sa parlare.

Chi non sa ubbidire, non sa comandare.

Chi non segue il consiglio dei genitori, tardi se ne pente.

Chi non semina non raccoglie.

Chi non si innamora da giovane, si innamora da vecchio.

Chi non trovò ombra nell’estate, la troverà nell’inverno.

Chi non vuol essere consigliato, non può essere aiutato.

Chi parla due lingue è doppio uomo.

Chi pecca in segreto fa la penitenza pubblica.

Chi pecora si fa, il lupo se la mangia.

Chi per grazia prega, non ha mai bene.

Chi perde ha sempre torto.

Chi pesca con l’amo d’oro, qualcosa piglia sempre.

Chi pesca e ha fretta, spesse volte prende dei granchi.

Chi piglia leone in assenza, teme la talpa in presenza.

Chi più ha più ne vorrebbe.

Chi più ha più vuole.

Chi più lavora, meno mangia.

Chi più ne fa è fatto papa.

Chi più ne ha più ne metta.

Chi più sa meno crede.

Chi più spende meno spende.

Chi prima arriva meglio alloggia.

Chi rende male per bene, non vedrà mai partire da casa sua la sciagura.

Chi ricorda un beneficio, lo rinfaccia.

Chi rimane in umile stato, non ha da temer caduta.

Chi ringrazia non vuol obblighi.

Chi ringrazia per una spiga, riceve una manna.

Chi Roma non vede, nulla crede.

Chi rompe paga e i cocci sono suoi.

Chi ruba poco, ruba assai.

Chi ruba un regno è un ladro glorificato, e chi un fazzoletto, un ladro castigato.

Chi s’accapiglia si piglia.

Chi s’aiuta Iddio l’aiuta.

Chi sa fa e chi non sa insegna.

Chi sa il gioco non l’insegni.

Chi sa il trucco non l’insegni.

Chi sa senza Cristo non sa nulla.

Chi scopre il segreto perde la fede.

Chi semina buon grano avrà buon pane; chi semina lupino non avrà né pan né vino.

Chi semina con l’acqua raccoglie col paniere.

Chi semina raccoglie.

Chi semina vento raccoglie tempesta.

Chi serba serba al gatto.

Chi si contenta gode.

Chi si diletta di frodare gli altri, non si deve lamentare se gli altri lo ingannano.

Chi si fa i fatti suoi campa cent’anni.

Chi si fa un idolo del suo interesse, si fa un martire della sua integrità.

Chi si fida di greco, non ha il cervel seco.

Chi si fida nel lotto, non mangia di cotto.

Chi si guarda dal calcio della mosca, gli tocca quello del cavallo.

Chi si immagina di essere più di quello che è, si guardi nello specchio.

Chi si loda si sbroda.

Chi si prende d’amore, si lascia di rabbia.

Chi si scusa si accusa.

Chi si somiglia si piglia.

Chi si sposa in fretta, stenta adagio.

Chi si umilia sarà esaltato, chi si esalta sarà umiliato.

Chi si vanta da solo non vale un fagiolo.

Chi si vanta del delitto è due volte delinquente.

Chi non è volpe, dal lupo si guardi, perché ne sarà preda presto o tardi.

Chi non è con me è contro di me.

Chi non dà a Cristo, dà al fisco.

Chi non crede in Dio, non crede nel diavolo.

Chi non crede di esser matto, è matto davvero.

Chi non comincia non finisce.

Chi non caccia non prende.

Chi non beve in compagnia o è un ladro o è una spia.

Chi non apre la bocca, non le piove dentro.

Chi non ama le bestie, non ama i cristiani.

Chi nasce afflitto muore sconsolato.

Chi muore giace e chi vive si dà pace.

Chi mordere non può non mostri i denti.

Chi molto parla, spesso falla.

Chi male vive, male muore.

Chi male una volta si marita, ne risente tutta la vita.

Chi mal semina mal raccoglie.

Chi lavora, Dio gli dona.

Chi lavora con diligenza, prega due volte.

Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova.

Chi lascia la via vecchia per la nuova peggio si trova.

Chi la fa l’aspetti.

Chi la dura la vince.

Chi il vasto mare intrepido ha solcato, talvolta in piccol rio muore annegato.

Chi ha un mestiere in mano, dappertutto trova pane.

Chi ha tutto il suo in un loco l’ha nel fuoco.

Chi ha terra, ha guerra.

Chi ha tempo, ha vita.

Chi ha tempo non aspetti tempo.

Chi ha portato la tonaca puzza sempre di frate.

Chi ha polvere spara.

Chi ha per letto la terra, deve coprirsi col cielo.

Chi ha ingegno, lo mostri.

Chi ha imbarcato il diavolo, deve stare in sua compagnia.

Chi ha da far con un incostante, tien l’anguilla per la coda.

Chi ha avuto il beneficio, se lo dimentica.

Chi accetta l’eredità accetti anche i debiti.

Chi ad altri inganni tesse, poco bene per sé ordisce.

Chi alza il piede per ogni paglia, si può rompere facilmente una gamba.

Chi ama me, ama il mio cane.

Chi ara terra bagnata, per tre anni l’ha dissipata.

Chi asino nasce, asino muore.

Chi balla senza suono, come asino si ritrova.

Chi ben coltiva il moro, coltiva nel suo campo un gran tesoro.

Chi ben comincia è a metà dell’opera.

Chi bene semina, bene raccoglie.

Chi beve birra campa cent’anni.

Chi beve vin, campa cent’anni.

Chi biasima il suo prossimo che è morto, dica il vero, dica il falso, ha sempre torto.

Chi caccia volentieri trova presto la lepre.

Chi cade in povertà, perde ogni amico.

Chi cava e non mette, le possessioni si disfanno.

Chi cavalca o trotta alla china, o non è sua la bestia, o non la stima.

Chi cento ne fa una ne aspetta.

Chi cerca di sapere ciò che bolle nella pentola d’altri, ha leccate le sue.

Chi cerca lealtà e fedeltà nel mondo, non trova che ipocrisia.

Chi cerca trova e chi domanda intende.

Chi cerca, trova.

Chi coglie acerbo il senno, maturo ha sempre d’ignoranza il frutto.

Chi comincia in alto, finisce in basso.

Chi compra il superfluo, si prepara a vendere il necessario.

Chi compra sprezza e chi ha comprato apprezza.

Chi conserva per l’indomani, conserva per il cane.

Chi contro Dio getta la pietra, in capo gli torna.

Chi d’estate secca serpi, nell’inverno mangia anguille.

Chi d’estate vuole stare al fresco, ci starà anche d’inverno.

Chi dà a credito spaccia assai perde gli amici e danar non ha mai.

Chi da gallina nasce, convien che razzoli.

Chi dà ghiande non può riavere confetti.

Chi da savio operare vuole, pensi al fine.

Chi dal lotto spera soccorso, mette il pelo come un orso.

Chi di gallina nasce convien che razzoli.

Chi dice A deve dire anche B.

Chi dice donna dice danno.

Chi dice donna dice guai, chi dice uomo peggio che mai.

Chi dice male, l’indovina quasi sempre.

Chi è generoso con la bocca, è avaro col sacco.

Chi è in difetto è in sospetto.

Chi è mandato dai farisei è ingannato dai farisei.

Chi è morso dalla serpe, teme la lucertola.

Chi è schiavo delle ambizioni ha mille padroni.

Chi è stato trovato una volta in frode, si presume vi sia sempre.

Chi è svelto a mangiare è svelto a lavorare.

Chi è tosato da un usuraio, non mette più pelo.

Chi è uso all’impiccare, non teme la forca.

Chi fa da sé fa per tre.

Chi fa del bene agli ingrati, Dio lo considera per male.

Chi fa falla e chi non fa sfarfalla.

Chi fa il male odia la luce.

Chi fa l’altrui mestiere, fa la zuppa nel paniere.

Chi fa la legge, deve conservarla.

Chi fa le fave senza concime le raccoglie senza baccelli.

Chi fa un’ingiustizia, la dimentica; chi la riceve, se ne ricorda.

Chi fa una legge, deve anche preoccuparsi che sia eseguita.

Chi fugge un matto, ha fatto buona giornata.

Chi getta un seme lo deve coltivare, se vuol vederlo con il tempo germogliare.

Chi gioca al lotto, in rovina va di trotto.

Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato.

Chi accarezza la mula rimedia calci.

Chi accarezza la mula buscherà calci.

Chi a tutti facilmente crede, ingannato si vede.

Chi vuol d’avena un granaio la semini di febbraio.

Chi vivrà vedrà.

Chi vende a credenza spaccia assai: perde gli amici e i quattrin non ha mai.

Chi va via perde il posto all’osteria.

Chi va alla festa e non è invitato, ben gli sta se ne è scacciato.

Chi va all’osto, perde il posto.

Chi troppo e chi niente.

Chi ti dà un osso non ti vorrebbe morto.

Chi ruba una volta è sempre ladro.

Chi ride il venerdì piange la domenica.

Chi prima non pensa dopo sospira.

Chi prende l’anguilla per la coda, può dire di non tenere nulla.

Chi predica al deserto, perde il sermone.

Chi porta fiori, porta amore.

Chi poco sa presto parla.

Chi nasce è bello, chi si sposa è buono e chi muore è santo.

Chi mena per primo mena due volte.

Chi mangia sempre torta se ne sazia.

Chi mangia sempre pan bianco, spesso desidera il nero.

Chi maltratta le bestie, non la fa mai bene.

Chi ha il capo di cera, non vada al sole.

Chi ha fatto ingiuria ad altri, da altri convien che la sopporti.

Chi ha farina non ha la sacca.

Chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti.

Chi gioca al lotto, in rovina va di botto.

Chi gioca al lotto, è un gran merlotto.

Chi fugge il giudizio, si condanna.

Chi fosse indovino, sarebbe ricco.

Chi domanda ciò che non dovrebbe, ode quel che non vorrebbe.

Chi disprezza vuol comprare e chi loda vuol lasciare.

Chi vive in libertà non tenti il fato.

Chi vince ha sempre ragione.

Chi va al mulino s’infarina.

Chi va a caccia non deve lasciare a casa il fucile.

Chi prima nasce prima pasce.

Chi perdona senza dimenticare, non perdona che metà.

Chi nasce matto non guarisce mai.

Chi ha più fretta, più tardi finisce.

Chi fa in fretta fa due volte.

Chi disprezza compra.

Chi dice quel che vuole sente quel che non vorrebbe.

Chi dice A arrivi fino alla Z.

Chi di una donna brutta s’innamora, lieto con essa invecchia e l’ama ancora.

Chi di spirito e di talenti è pieno domina su quelli che ne hanno meno.

Chi di speranza vive disperato muore.

Chi di spada ferisce di spada perisce.

Chi di coltel ferisce, di coltel perisce.

Chi del vino è amico, di se stesso è nemico.

Chi dà per ricevere, non dà nulla.

Chi vuole vada e chi non vuole mandi.

Chi vuole la figlia accarezzi la madre.

Chi vuole i santi se li preghi.

Chi vuole essere sicuro della sua farina, deve portare egli stesso il sacco al mulino.

Chi vuole essere amato, divenga amabile.

Chi vuole assai, non domandi poco.

Chi vuole arricchire in un anno, è impiccato in sei mesi.

Chi vuol vedere Pisa vada a Genova.

Chi vuol un bel pagliaio lo pianti di febbraio.

Chi vuol saper cos’è l’inferno faccia il cuoco d’estate e il carrettiere d’inverno.

Chi vuol provar le pene dell’inferno, la stia in Puglia e all’Aquila d’inverno.

Chi vuol presto impoverire, chieda prestito all’usuraio.

Chi vuol pane, meni letame.

Chi vuol lavoro degno assai ferro e poco legno.

Chi vuol impetrare, la vergogna ha da levare.

Chi vuol guarire deve soffrire.

Chi vuol essere pagato, non dev’essere ringraziato.

Chi vuol esser libero, non metta il collo sotto il giogo.

Chi vuol dell’acqua chiara vada alla fonte.

Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va alla morte.

Chi uccide i gatti fa male i suoi fatti.

Chi troppo comincia, poco finisce.

Chi tiene la scala non è meno reo del ladro.

Chi tiene il letame nel suo letamaio, fa triste il suo pagliaio.

Chi ti vuol male, ti liscia il pelo.

Chi nasce tondo non può morir quadrato.

Chi è destinato alla forca non annega.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Chi è bugiardo è ladro.

Chi dorme non piglia pesci.

Chi dorme d’agosto dorme a suo costo.

Chi dopo la polenta beve acqua, alza la gamba e la polenta scappa.

Chi domanda non fa errore.

Chi domanda non erra.

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