Frasi su Firenze: le 50 più belle, divertenti e nostalgiche

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Con questa raccolta di aforismi scopriamo insieme le più belle frasi su Firenze. Frasi belle, profonde, intense, divertenti e anche un po’ nostalgiche sullo splendido capoluogo toscano. Firenze è una delle città più belle d’Italia, ricca di storia (soprannominata anche “culla del Rinascimento”), sapori, cultura e ricchezze. Una città che ispira da sempre artisti, poeti e scrittori grazie alle sue atmosfere uniche e preziose.

Per questa raccolta di aforismi abbiamo selezionato le più belle frasi su Firenze, citazioni di alcuni dei più noti pensatori della storia (menti plasmate o incantate da questa stessa città), insieme a noti volti dell’attuale mondo dello spettacolo italiano. Per un perfetto incontro tra passato e presente. Ecco 50 frasi su Firenze:

Frasi su Firenze

A Firenze pensavo come a una città miracolosamente profumata e simile a una corolla, perché la chiamavano la città dei gigli, e la sua biondeggiante, corona con una torre di burro. (Marcel Proust)

Più che a ogni altra cosa Firenze somiglia a un sogno. A questo modo, mi proverò a parlare di Firenze. (Joseph Rickwert)

La sorpresa di Firenze che si rinnova a ogni viaggio. Il piccolo golfo dell’Arno così bene “male” illuminato la sera nei lungarni, la linea sempre aurea dei palazzi, lo svolgersi delle strade, la nettezza dei particolari, il nitore del cielo e dei profili. (Ennio Flaiano)

Firenze la più dannata città italiana dove non c’è posto per sedersi, stare in piedi o camminare. (Ezra Pound)

A Firenze, i monumenti son così fitti da parere accatastati. (Anselmo Bucci)

A Parigi impari l’arguzia, a Londra impari ad eliminare i tuoi avversari sociali, a Firenze impari il portamento. (Virgil Thomson)

Firenze è il luogo, il solo in Italia, in cui la letteratura italiana è indigena, è del luogo, come Palazzo Vecchio. A Firenze cammino immerso nella letteratura italiana. (Giorgio Manganelli)

La storia fiorentina è la storia tipica di una città nella quale l’intelligenza predomina. (Guido Piovene)

Firenze l’è piccina… e vista dal piazzale, la pare una bambina, vestita a carnevale. (Leonardo Pieraccioni)

Quivi soltanto è conceduto di trar fuori, come dalla sorgente, i modi più puri, più graziosi della nostra lingua; quivi soltanto si può procurarsi la cognizione e la pratica di quella proprietà ed evidenza de’ vocaboli, di quelle loro infinite pieghe, gradazioni e minime varietà, che invano si cercherebbero sui libri o sui dizionari, e che, se non sono tolte dal vivo discorso, non si potranno portare giammai nelle scritture. (Giuseppe Bianchetti)

Che cosa rende Firenze una città unica, che attira ogni anno centinaia di migliaia di turisti da tutto il mondo? I monumenti? I musei, che custodiscono innumerevoli capolavori? Le chiese, i palazzi? La meravigliosa cornice di colline? I panorami? L’“Arno d’argento”? Tutto questo e molto altro ancora. (Marilena Tamassia, direttrice del Gabinetto Fotografico Polo Museale Fiorentino)

A Parigi impari l’arguzia, a Londra impari ad eliminare i tuoi avversari sociali, a Firenze impari il portamento. (Virgil Thomson)

Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere.(Stendhal, mentre descrive quella che è comunemente chiamata la Sindrome di Stendhal)

Tutta la Toscana, e Firenze in maniera speciale, è la parte dell’Italia dove la pietra ha più valore. Firenze è una città di pietra. L’architettura ha la magia di uno strumento ottico di precisione. (Guido Piovene)

Firenze brulica di musei, di collezioni, di gallerie. (Giorgio Manganelli)

Firenze è bella, ma molto umida. Ma le rose fioriscono ancora nel giardino di Boboli all’aria aperta. E quali tesori nelle gallerie! Dio mio, guardai la Madonna della Seggiola nel ’63; la guardai una settimana e soltanto ora l’ho vista. Ma oltre ad essa quanto ancora di divino. (Fëdor Dostoevskij)

Firenze è triste; è il Medioevo che ancora vive tra noi. (Alfred de Musset)

Non morrà in Italia il ricordo dei difensori toscani che con animo non impari a quello del leggendario manipolo lacedemone, apposero i loro petti alle orde avanzanti tra Curtatone e Montanara sui campi italiani a ripristinare il dominio del giogo feroce e della tirannide austriaca. Oggi, l’Italia, la Toscana e Firenze, in quella regione ideale del tempo, della storia e della gloria che il tempio di Santa Croce, innalzano a quel ricordo i pensieri più puri e dedicano a quella gloria il fiore delle loro speranze. (Maffio Maffii)

Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi. (Pitigrilli)

Il «mistero dei tetti» di Firenze è tutto qui: essi sono, con la Cupola, quasi un «sacramento» che si fa specchio e diffusore della bellezza, della purità e della pace celeste! (Giorgio La Pira)

Firenze è viva e la sua anima non è tutta nei quadri e nei palazzi. Essa parla con ciascuno di noi in una lingua semplice e comprensibile come la lingua materna. (Pavel Muratov)

Roma la santa, Bologna la dotta, Genova la superba, Firenze la bella, Venezia la ricca. (Proverbio francese)

E quando siete a Firenze, davanti al campanile di Santa Maria del Fiore, voi potete vedere la prova dell’unione delle arti… nei pannelli esagonali con i bassorilievi uno rappresenta la Pittura, sotto forma di un pittore nella sua bottega. In questi bassorilievi sono le pietre miliari della torre più perfetta costruita in Europa. Questa pietra è stata scolpita dalla mano del suo architetto, e di più, questo architetto-scultore, Giotto, era il più grande pittore del suo tempo. (John Ruskin)

Se è vero che una città è un luogo privilegiato, una segreta interpretazione del mondo, meglio, un microscopico modello di mondo, questo deve essere specialmente vero di Firenze, città che non per caso è essenzialmente una città che esige di essere guardata. (Giorgio Manganelli)

Firenze la più dannata città italiana dove non c’è posto per sedersi, stare in piedi o camminare. (Ezra Pound)

Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi. (Pitigrilli)

Firenze: la città della tranquillità resa manifesta. (Katherine Thurston)

Gli storici antichi chiamano Firenze «la nobile città, la figlia di Roma». Pare che tetraggine del medioevo l’abbia appena sfiorata; Firenze è una pagana elegante, che, non appena si è sentita in grado di pensare, si è dichiarata, timidamente, prima, e apertamente, in seguito, elegante e pagana. (Hippolyte Taine)

Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande, che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande! Tra li ladron trovai cinque cotali tuoi cittadini onde mi ven vergogna, e tu in grande orranza non ne sali. (Dante Alighieri)

La cosa più bella di Tokyo è McDonald’s. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald’s. La cosa più bella di Firenze è McDonald’s. A Pechino e a Mosca non c’è ancora niente di bello. (Andy Warhol)

Firenze principale città di Toscana è una delle prime d’Italia, è posta alle radici del monte Apennino, dal quale è coperta dalla parte settentrionale e orientale, dove si veggono molti poggi, sopra de’ quali sono fondati di bellissimi palazzi e ville nobilissime che fanno parere la contrada molto dilettevole: verso occidente si stende in una amplissima pianura. È divisa in due parti dal fiume Arno sopra del quale sono quattro gran ponti di pietra per passare di qua e di là. Nella città sono edificii e sacri e profani di mirabile struttura e di spesa incredibile. (Andrea Minucci)

La storia fiorentina è la storia tipica di una città nella quale l’intelligenza predomina. (Guido Piovene)

Molti muoiono a Firenze, non avendo potuto nascerci. (Ennio Flaiano)

Per coloro che non conoscono Firenze o la conoscono poco, alla sfuggita e di passaggio, dirò com’ella sia una città molto graziosa e bella circondata strettamente da colline armoniosissime. Questo strettamente non lasci supporre che il povero cittadino debba rizzare il naso per vedere il cielo come di fondo a un pozzo, bene il contrario, e vi aggiungerò un dolcemente che mi pare tanto appropriato, giacché le colline vi scendono digradando, dalle più alte che si chiamano monti addirittura e si avvicinano ai mille metri d’altezza, fino a quelle lievi e bizzarre di cento metri o cinquanta. Dirò anzi che da un lato soltanto e per un tratto breve, la collina rasentando la città la sovrasta a picco, formandoci un verone al quale con impareggiabile gusto ci possiamo affacciare.(Aldo Palazzeschi)

Guardando da un lato da Fiesole, e dall’altro da Bellosguardo, per dire solo due tra i nomi più famosi, Firenze giace al centro della conca di colli, che è un monumento artistico nel suo insieme. (Guido Piovene)

Presto ritornerò a questa lieta Firenze, dove solamente posso vivere. (Pietro Giordani)

Il Battistero di Firenze è un luogo cristiano e insieme matematico, uno dei documenti in cui l’idea pura, platonica, ha acconsentito a toccare la pietra. (Giorgio Manganelli)

Firenze è una città che ha uno spiccato carattere, ed è fermamente radicata nei sentimenti di molte persone. Benché molti stranieri possano in un primo tempo sentirla fredda e scostante, purtuttavia essi non possono negare la sua speciale intensità. Vivere in tale ambiente, qualunque siano i problemi economici e sociali incontrati, sembra aggiungere una straordinaria profondità all’esperienza, sia pur essa di gioia, di melanconia o di adesione completa. (Kevin Andrew Lynch)

Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi: se il genio dell’uomo è arrivato a tanto, allora anche io posso e devo provare a creare, agire, vivere. (Franco Zeffirelli)

Raramente ho visto una città così bella al suo primo apparire come Firenze. (Percy Bysshe Shelley)

Molti muoiono a Firenze non avendo potuto nascerci. (Ennio Flaiano)

Come in Spagna mi ispanizzo, e in Germania vagheggio di farmi goethiano, così a Firenze sperimento una trasformazione, una insidia, una seduzione che non saprei descrivere in un altro modo: divento o vorrei diventare Italiano. (Giorgio Manganelli)

Se sai dove guardare, Firenze è il paradiso. (Dan Brown)

Tra tutte le città straniere, Firenze è divenuta certo quella che io preferisco. Più ci vivi e più ti accorgi di amarla. Vi è qualcosa di accogliente da farmi sentire a casa mia. (Pëtr Il’ič Čajkovskij)

La detta città di Firenze è molto bene popolata, e generativa per la buona aria: i cittadini ben costumati, e le donne molto belle e adorne: i casamenti bellissimi, pieni di molte bisognevoli arti, oltre all’altre città d’Italia. Per la qual cosa molti di lontani paesi la vengono a vedere, non per necessità, ma per bontà de’ mestieri ed arti, e per bellezza ed ornamento della città.
Piangano adunque i suoi cittadini sopra loro e sopra i loro figliuoli, i quali, per loro superbia e per loro malizia e per gara d’ufici, hanno così nobile città disfatta, e vituperate le leggi, e barattati gli onori in picciol tempo, i quali i loro antichi con molta fatica e con lunghissimo tempo hanno acquistato; e aspettino la giustizia di Dio, la quale per molti segni promette loro male sì come a colpevoli, i quali erano liberi da non potere essere soggiogati. (Dino Compagni)

Il Signore… ha fatto di Firenze la città della Santissima Annunziata! Non esiste altra città cristiana (altro tipo di civiltà cristiana) che sia, sotto questo aspetto, confrontabile con Firenze: la stessa struttura urbanistica della città si svolge in modo omogeneo attorno al mistero mariano: la città intera, tutta la sua cultura e tutta la sua storia, è come un poema che ha per centro Maria! (Giorgio La Pira)

Presto ritornerò a questa lieta Firenze, dove solamente posso vivere. (Pietro Giordani)

Tutta Firenze sembra essere colorata con una viola delicato, come vino diluito. (Henry James)

Tutto qui spira grandezza, gusto, umanità, purezza, e bellezza, nel più alto grado. Credo che sarei più felice qui con voi, che in qualsiasi altro luogo. Ciò è il massimo elogio che io possa fare a questa città. Non so se voi amiate pitture, statue, bronzi, marmi antichi di tutte le qualità. Lo credo, perché lo desidero. (Klemens von Metternich)

Fiorenza giglio di potenza virgulto primaverile. Le mattine di primavera sull’Arno. La grazia degli adolescenti (che non è grazia al mondo che vinca tua grazia d’Aprile), vivo vergine continuo alito, fresco che vivifica i marmi e fa nascere Venere Botticelliana… (Dino Campana)

E come ‘l volger del ciel della luna cuopre e riscopre i liti sanza posa, così fa di Fiorenza la Fortuna: per che non dee parer mirabil cosa ciò ch’io dirò delli alti Fiorentini onde è la fama nel tempo nascosa. (Dante Alighieri)

Una città compiuta in sé stessa, con arte propria, ricca d’animazione senza essere eccessivamente popolosa, non troppo grande, pur essendo capitale, bella e gaia: ecco la prima impressione su Firenze. (Hippolyte Taine)

Guardai l’Arno. Aveva centinaia di anni di civiltà, eppure scorreva come fosse nuovo, con l’aria giovane e senza pensieri che ha l’acqua quando fa l’acqua.(Fabrizio Caramagna)

Si paragona spesso Firenze alla Grecia, ma questa è una Grecia in cui, forse per l’origine etrusca, al rigore si mescola qualche cosa d’altro, una solennità funebre. Non credo retorico qui richiamare il Foscolo e dire che Firenze è la nostra città più adatta a custodire le grandi tombe. Esse prendono una dignità, direi una ambientazione, ignota altrove. Vi è una bellezza vera nella sfilata delle grandi tombe di Santa Croce. (Guido Piovene)

A Firenze hanno molta logica, molta prudenza e anche molto spirito; ma non ho mai visto uomini così privi di passioni. Perfino l’amore vi è così poco conosciuto, che il piacere ha usurpato il suo nome. (Stendhal)

Firenze divenne per me una rivelazione che mi rese infinitamente felice. Per quante opere d’arte del Rinascimento italiano avessi già veduto in riproduzioni, e negli originali dei musei di Berlino, Monaco e Parigi, solo ora esso mi apparve non solo come una bellezza da godere esteticamente, ma come il culmine supremo della vita di un popolo altamente dotato, in cui civiltà e Stato operavano nel modo più intimo l’uno sull’altro. E ovunque sentii anche la tragicità insita in questa grandezza e nella sua caduta. (Friedrich Meinecke)

Godi, Fiorenza, poi che se’ sí grande,
che per mare e per terra batti l’ali,
e per lo ‘nferno tuo nome si spande!
Tra li ladron trovai cinque cotali
tuoi cittadini onde mi ven vergogna,
e tu in grande orranza non ne sali.
(Dante Alighieri, Inferno XXVI, 1-6)

E come ‘l volger del ciel de la luna
cuopre e discuopre i liti sanza posa,
così fa di Fiorenza la Fortuna:
per che non dee parer mirabil cosa
ciò ch’io dirò de li alti Fiorentini
onde è la fama nel tempo nascosa.
(Dante Alighieri, Inferno XVI, 82-87)

Firenze lo sai non è servita a cambiarla
La cosa che ha amato di più è stata l’aria
Lei ha disegnato ha riempito cartelle di sogni
Ma gli occhi di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano
(Ivan Graziani, Firenze – canzone triste)

Entro dei ponti tuoi multicolori
L’Arno presago quietamente arena
E in riflessi tranquilli frange appena
Archi severi tra sfiorir di fiori
(Dino Campana)

Io entrai a Firenze. Era
di notte. Tremai sentendo
quasi addormentato ciò che il dolce fiume
mi raccontava. Io non so
ciò che dicono i quadri e i libri
(non tutti i quadri né tutti i libri
solo alcuni),
ma so ciò che dicono
tutti i fiumi.
Hanno la stessa lingua che io ho.
(Pablo Neruda)

Fiorenza dentro dalla cerchia antica,
ond’ella toglie ancora e terza e nona,
si stava in pace, sobria e pudica.
Non avea catenella, non corona,
non gonne contigiate, non cintura
che fosse a veder piú che la persona.
(Dante Alighieri, Paradiso XV, 97-102)