Proverbi sul Lavoro: i 75 Detti e Modi di Dire più belli

proverbi sul lavoro

Con questa raccolta di aforismi scopriamo insieme i più bei proverbi sul lavoro. Frasi divertenti, incoraggianti, sfrontate, e come tutti i proverbi, anche un po’ sagge. Perché i proverbi nascondono sempre un fondo di verità, anche se siamo così abituati a sentirli o leggerli da non accorgercene.

I proverbi sul lavoro possono aiutarci a vivere la vita di tutti i giorni con più leggerezza. In queste pillole si saggezza popolare possiamo scoprire dei consigli preziosi che possono davvero rivelarsi utili. Per quanto possano sembrare banali, i proverbi nascondono sempre qualche sorpresa. Ecco i 75 proverbi sul lavoro più belli:

Detti, Modi di Dire e Proverbi sul Lavoro

Chi lavora guadagna la vita; chi non lavora, la ruba.

Chi lavora in gioventù, riposa in vecchiaia.

Ogni mestiere vuole la sua destrezza.

Pan di sudore ha gran sapore.

Pan di sudore, pan di sapore.

Per un punto Martin perse la cappa.

II lavoro della notte si scopre il giorno dopo.

Il lavorare senza pregare, è una botte senza vino, e oro senza splendore.

Il lavoro nobilita l’uomo.

L’unione fa la forza.

Chi lavora, Dio gli dona.

Chi lavora, prega.

Chi semina raccoglie.

Chi ruba poco va in galera, chi ruba tanto fa carriera.

Chi più lavora, meno mangia.

Chi non vuol lavorare, bisogna che si adatti a mendicare.

Chi non semina non raccoglie (miete)…

Chi non sega non fa assi.

Chi non lavora non mangia.

Chi non fabbrica e non si marita, nulla sa della vita.

Chi mura d’inverno, mura in eterno.

Chi lavora con diligenza, prega due volte.

Chi lavora caccia via i cattivi pensieri.

Chi ha un mestiere, non può perire.

Chi ha roba fa roba, chi lavora fa la gobba.

Chi fatica una camicia, chi ne fatica due o tre.

Chi fa i cesti, fa i panieri.

Aiutati che Dio ti aiuta.

Affaticati per sapere e lavora per avere.

A lavoratore trascurato, i sorci mangiano il seminato.

A chi non vuol far fatiche, il terreno produce ortiche.

A cattivo lavoratore ogni zappa dà dolore.

Presto a letto e presto alzato, fa l’uomo sano, ricco e fortunato.

Presto a letto e presto fuori, dà salute e buon umore.

Provvedi, che Dio provvede.

Se tu pagare come dici tu, io lavorare come dico io. Se tu pagare come dico io, io lavorare come dici tu.

Se vuoi diventare povero presto, metti uomini a lavorare e non li controllare.

Chi si leva presto, fa una buona giornata.

Chi si vergogna di lavorare, abbia vergogna di mangiare.

Chi va becca e chi sta si secca.

Chi vuol lavoro degno assai ferro e poco legno.

Chi vuol lavoro degno, assai ferro e poco legno.

Chi vuol lavoro mal fatto, lo paghi innanzi fatto.

Chi vuol pane, meni letame.

Dal danaro, male si odora come fu guadagnato.

Denari fatti senza stento, se ne vanno come il vento.

E mica s’ha da crepare per campare!

I lavori delle donne sono numerosi come le stelle del cielo.

II guadagno nella cesta, il denaro nella coscienza.

II lavoro dà sempre buoni frutti.

L’uomo fu creato per lavorare come l’uccello per volare.

L’uomo fu creato per lavorare, come l’uccello per volare.

Meglio avere regola che rendita.

Mano callosa, mano gloriosa.

Mal guadagno, danno sicuro.

Luna coricata, marinaio alzato.

Le ore non sono legate ai bastoni.

Lavoro non ingrassò mai bue.

Lavorare di buona voglia è il miglior mestiere.

Lavora come se avessi a campare ognora, adora come avessi a morire allora.

La lima migliore, non fa rumore.

Chi è svelto a mangiare è svelto a lavorare.

Chi bene semina, bene raccoglie.

Cattivo operaio non trova mai i buoni arnesi.

Campar senza fatica è una voglia antica.

Alla cuoca il fornello, al pittore il pennello.

Al lavoratore trascurato, i sorci mangiano il seminato.

Nel paese della cuccagna chi meno lavora più magna.

Non manca mai da fare, a chi ben vuol lavorare.

Ogni fatica merita ricompensa.

Ogni giorno deve avere il suo compito.

Senza Santi non si va in Paradiso.

Un buon lavoratore val più di dieci pigri.

Uno semina, l’altro raccoglie.

Uomo sollecito non è mai povero.

Voglia di lavorar saltami addosso, lavora tu per me che io non posso.