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Scioglilingua Italiani: i 40 più famosi, divertenti e difficili da dire

scioglilingua italiani

Con questa raccolta scopriamo insieme gli scioglilingua italiani più divertenti e famosi. Con la lingua italiana possiamo davvero divertirci. Gli scioglilingua, per esempio, sono un ottimo passatempo per mettersi alla prova con la scioltezza nel parlato, e naturalmente per  sfidare gli amici con frasi impossibili da pronunciare.

Gli scioglilingua sono inoltre un esercizio molto utile, per chi deve allenarsi a parlare in tempi stretti scandendo bene le parole, come gli attori o gli speaker radiofonici. Sono oltretutto un modo per migliorare la pronuncia di alcune lettere che possono metterci in difficoltà nelle conversazioni di tutti i giorni, come la R, la S, la T o la Z. Ecco 40 scioglilingua italiani con cui mettersi alla prova e sfidare gli amici.

Scioglingua Italiani

Una rana nera e rara sulla rena errò una sera.

Porta aperta per chi porta. chi non porta, parta pure poco importa.

Se oggi seren non è, doman seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà.

Ti ci stizzisci? E stizziscitici pure!

Orrore orrore ho visto un ramarro marrone cadere nel burrone.

Se l’arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescostantinopolizzasse, vidisarcivescostantinopolizzereste per disarcivescostantinopolizzare lui?

Pure Pelé partì per il Perù però perì per il purè.

Apelle figlio d’Apollo fece una palla di pelle di pollo e tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo.

Tre tigri contro tre tigri.

Caro conte chi ti canta tanto canta che t’incanta.

Sopra quattro rossi sassi quattro grossi gatti rossi.

Nell’anfratto della grotta trentatré gretti gatti si grattano.

Stiamo bocconi cogliendo cotoni, stiamo sedendo cotoni cogliendo.

Chi ama chiama chi ama, chiamami tu che chi ami chiami. Chi amo chiamerò se tu non chiami.

Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.

Il Papa pesa e pesta il pepe a Pisa, Pisa pesa e pesta il pepe al Papa.

A quest’ora il questore in questura non c’è.

Era proprio un obrobrio quel brutto bruco bruno.

Ciò che è, è; ciò che non è, non è; ciò che è, non è ciò che non è; ciò che non è, non è ciò che è.

Orrore, orrore! Un ramarro verde su un muro marrone.

Tu che attacchi i tacchi, attaccami i tacchi. Io? attaccare i tacchi a te che attacchi i tacchi? Ma attaccateli tu i tuoi tacchi!

Il toro di San Rocco no ha le corna perché Rodolfo Ramíro gliele ha rubate

Dietro il palazzo c’è un povero cane pazzo, date un pezzo di pane al povero pazzo cane.

Nove navi nuove navigavano.

Trentatré trentini entrarono a Trento tutti e trentatré trotterellando.

Remo rema sul Reno con remi di rame.

Supercalifragilistichespiralidoso.

Forse Pietro potrà proteggerla.

Rocco, il re dei rapinatori, rapinò Rico, detto il ratto, per rovinargli la reputazione di re dei ratti rapinatori.

Due tazze strette in due strette tazze.

Tre strane timbratrici stringono stringhe a tre timbratrici streghe.

Il cuoco cuoce in cucina e dice che la cuoca giace e tace perché sua cugina non dica che le piace cuocere in cucina col cuoco.

Sei tu quel barbaro barbiere che barbaramente barbasti la barba a quel povero barbaro barbone in piazza Barberini?

Li vuoi quei kiwi? E se non vuoi quei kiwi che kiwi vuoi?

Seren non è, seren sarà: se non sarà sereno si rasserenerà.

Sa chi sa se sa chi sa, che se sa non sa se sa, sol chi sa che nulla sa, ne sa piu di chi ne sa.

S’odon l’abitator dell’oltretomba il rauco suon della tartarea tromba.

Tigre intriga tigre.

Treno troppo stretto e troppo stracco stracca troppi storpi e stroppia troppo.

Per Robespierre, instauratore del terrore era un terribile errore irrorare col verderame un raro ramarro marrone.